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Dichiarazione dei redditi, come funziona il metodo dei tre scaglioni e le spese da detrarre: nel 2026 contano anche queste

Il nuovo assetto fiscale impone una riorganizzazione delle aliquote e delle detrazioni, con effetti significativi per i contribuenti
La Riforma dell’IRPEF: il metodo dei tre scaglioni confermato(www.agania.it)

Con l’entrata in vigore della Legge di bilancio 2025 (L. 30.12.2024 n. 207), si confermano e aggiornano importanti novità.

Il nuovo assetto fiscale impone una riorganizzazione delle aliquote e delle detrazioni, con effetti significativi per i contribuenti, soprattutto per i lavoratori dipendenti e per chi ha carichi familiari.

A partire dal periodo d’imposta 2025, e quindi anche per il 2026, l’IRPEF viene applicata secondo una struttura semplificata che vede la riduzione da quattro a tre scaglioni di reddito imponibile. Questa riforma è stata definitivamente messa a regime e prevede le seguenti aliquote:

  • fino a 28.000 euro: 23%;
  • da oltre 28.000 euro fino a 50.000 euro: 35%;
  • oltre 50.000 euro: 43%.

Questa nuova articolazione degli scaglioni mira a rendere più equo il sistema fiscale, facilitando la gestione delle imposte e potenzialmente alleggerendo il carico fiscale per le fasce di reddito medio-basse.

In parallelo, è stato confermato l’aumento della detrazione d’imposta per i redditi da lavoro dipendente e redditi assimilati, portata da 1.880 a 1.955 euro per i titolari di reddito fino a 15.000 euro. Tale incremento si applica esclusivamente ai lavoratori dipendenti e non ai pensionati.

Viene inoltre mantenuto il cosiddetto trattamento integrativo della retribuzione, un meccanismo che integra il reddito di lavoro dipendente con un bonus fiscale, erogato solo se l’imposta lorda supera l’importo delle detrazioni spettanti.

Cuneo fiscale e bonus: un nuovo meccanismo per il 2026

La legge di bilancio 2025 introduce un nuovo sistema per la riduzione del cuneo fiscale, cioè la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dal datore e il netto percepito dal lavoratore. Non si fa più riferimento all’esonero contributivo, ma si passa a un meccanismo esclusivamente fiscale, basato sull’erogazione di un bonus o di un’ulteriore detrazione.

Il bonus è destinato ai lavoratori con reddito complessivo fino a 20.000 euro, con percentuali variabili a seconda del reddito di lavoro dipendente:

  • 7,1% per redditi fino a 8.500 euro;
  • 5,3% per redditi tra 8.500 e 15.000 euro;
  • 4,8% per redditi tra 15.000 e 20.000 euro.

Per i lavoratori con redditi compresi tra 20.000,01 e 40.000 euro è prevista un’ulteriore detrazione dall’imposta lorda, che può arrivare fino a 1.000 euro, con un meccanismo di scalatura proporzionale per chi si avvicina alla soglia massima.

Questi incentivi vengono riconosciuti automaticamente dai sostituti d’imposta alla fonte, con controlli e conguagli effettuati a fine anno per evitare indebiti benefici.

Inoltre, i lavoratori dipendenti, i pensionati e chi percepisce redditi assimilati devono comunicare tempestivamente ai sostituti

Novità sulle detrazioni per carichi di famiglia e spese deducibili(wwwagania.it)

Un cambiamento rilevante riguarda le detrazioni IRPEF per i carichi di famiglia. Dal 2025, infatti, si stabilisce che:

  • le detrazioni per i figli sono riconosciute solo fino a 30 anni per i non disabili; vengono abolite per i figli oltre i 30 anni senza disabilità;
  • le detrazioni per altri familiari a carico sono riconosciute esclusivamente per gli ascendenti conviventi (genitori, nonni), abolendo quindi le detrazioni per altri familiari come fratelli, sorelle, generi o nuore, e suoceri;
  • le detrazioni non spettano più ai contribuenti extracomunitari con familiari residenti all’estero.

Inoltre, i lavoratori dipendenti, i pensionati e chi percepisce redditi assimilati devono comunicare tempestivamente ai sostituti d’imposta eventuali variazioni riguardanti i familiari per i quali si usufruisce della detrazione, per consentire il corretto calcolo delle ritenute.

In tema di spese detraibili, restano confermate le principali categorie già previste, come quelle per spese mediche, istruzione, interessi su mutui prima casa, e interventi di ristrutturazione edilizia, ma è necessario prestare attenzione alle novità normative e alle modalità di rendicontazione per non perdere diritti importanti.

Scadenze e adempimenti per le addizionali IRPEF regionali e comunali

Un aspetto da non sottovalutare è il differimento al 15 aprile 2025 del termine entro cui Regioni, Province autonome e Comuni devono approvare le aliquote delle addizionali IRPEF per l’anno d’imposta 2025. Queste potranno essere calcolate sia sulla base dei nuovi tre scaglioni IRPEF, sia mantenendo i vecchi quattro scaglioni, con la possibilità di adottare quest’ultima soluzione anche per il 2026 e il 2027.

In caso di mancata approvazione, saranno applicate automaticamente le aliquote e gli scaglioni vigenti nell’anno precedente. Questo elemento è fondamentale per i contribuenti, perché può influire sull’importo finale delle imposte locali da pagare.

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