Il reparto pescheria è certamente un suo fiore all’occhiello, ma ecco svelato veramente da dove viene tutta la merce in vendita sul banco ghiacciato di Esselunga.
Quando si acquista pesce al supermercato si tende a guardare soprattutto freschezza e prezzo. In realtà il cartellino del banco pescheria contiene diverse informazioni tecniche che indicano zona di pesca, metodo di produzione e provenienza geografica. Anche nei supermercati Esselunga il pesce venduto proviene da aree molto diverse tra loro, perché il mercato ittico europeo si basa su una rete di approvvigionamento internazionale.
La disponibilità di pesce nel Mediterraneo non è sufficiente a coprire la domanda dei consumatori italiani. Per questo motivo gran parte dei prodotti ittici presenti nei supermercati arriva da altri mari oppure da sistemi di acquacoltura.
Le principali aree di provenienza
Molti prodotti ittici venduti nei supermercati italiani provengono da aree di pesca identificate dalle cosiddette zone FAO, un sistema utilizzato a livello internazionale per classificare i mari e gli oceani.
Il salmone, per esempio, non proviene quasi mai dal Mediterraneo. La maggior parte del salmone fresco venduto nei supermercati italiani arriva da allevamenti situati nel Nord Europa, in particolare Norvegia e Scozia. Queste aree sono diventate negli ultimi decenni uno dei principali centri mondiali per l’allevamento del salmone atlantico.

Pesce Esselunga, da dove arriva? – Agania.it
Anche il tonno segue una filiera internazionale. Alcune specie commercializzate nei supermercati possono provenire dall’oceano Atlantico o dall’oceano Indiano, a seconda delle flotte di pesca e dei canali di distribuzione.
Per altri prodotti ittici, come merluzzo o nasello, la provenienza più frequente è rappresentata dai mari del Nord e dalle acque dell’Atlantico nord-orientale, dove operano grandi flotte pescherecce europee.
Pesce allevato e pesce pescato
Nei banchi pescheria dei supermercati convivono due sistemi produttivi diversi: pesca in mare aperto e acquacoltura.
Specie come orata e branzino provengono spesso da allevamenti situati nel Mediterraneo. Grecia, Turchia e Spagna sono tra i principali produttori europei di queste specie allevate. L’acquacoltura consente una produzione più stabile e continua durante l’anno, con dimensioni e qualità relativamente uniformi.
Al contrario altri prodotti continuano a dipendere dalla pesca tradizionale. È il caso di molte specie di merluzzo, gamberi, calamari o pesci di profondità che vengono catturati in mare aperto e successivamente distribuiti attraverso la catena commerciale europea.
La logistica alimentare
Il pesce che arriva nei supermercati segue una catena logistica molto controllata. Dopo la cattura o l’allevamento, il prodotto viene lavorato e refrigerato rapidamente per mantenere le caratteristiche organolettiche. La cosiddetta catena del freddo consente di trasportare il pesce su lunghe distanze senza comprometterne la qualità. Per questo motivo non è raro che un prodotto ittico attraversi più paesi prima di arrivare al banco del supermercato. Centri di lavorazione, piattaforme di distribuzione e sistemi di trasporto refrigerato permettono di gestire grandi volumi di prodotto destinati alla vendita al dettaglio.
Il banco pescheria dei supermercati è regolato da norme precise. L’etichetta del prodotto deve indicare il nome commerciale della specie, il metodo di produzione (pescato o allevato) e la zona di cattura o allevamento. Queste informazioni permettono ai consumatori di conoscere la provenienza del pesce e di distinguere tra diverse aree di produzione.
La presenza di queste indicazioni riflette il funzionamento del mercato ittico europeo, che si basa su una rete di approvvigionamento globale. Anche quando il pesce viene acquistato in un supermercato locale, spesso proviene da mari e sistemi produttivi distribuiti in diverse parti del mondo.








