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Tari 2026, cosa cambia? Ecco dove e di quanto aumenta la tassa sui rifiuti

L’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha infatti aggiornato le soglie ISEE per l’accesso al bonus Tari,
Cos’è la Tari e come funziona nel 2026 (www.agania.it)

La tassa sui rifiuti, conosciuta come Tari, subirà nel 2026 importanti modifiche che potrebbero incidere sulle bollette di molte famiglie.

L’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha infatti aggiornato le soglie ISEE per l’accesso al bonus Tari, adeguandole all’inflazione, con conseguenze dirette sulla platea dei beneficiari e sulla composizione delle bollette. A fronte di questo, cresce l’attenzione verso il funzionamento della Tari, le modalità di calcolo, chi deve effettivamente pagare e quali sono le novità riguardanti gli sconti previsti per le famiglie in difficoltà economiche.

La Tari è la tassa comunale destinata a coprire i costi per la raccolta, il trasporto, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti urbani, oltre alle spese per lo spazzamento e il lavaggio delle strade. Introdotta nel 2014 per sostituire le precedenti imposte (Tia e Tares), si basa sul principio europeo del “chi inquina paga”, anche se in realtà la sua applicazione pratica varia molto da Comune a Comune.

L’imposta è dovuta da chiunque possieda o utilizzi locali e aree che producono rifiuti urbani, ma non si applica alle aree scoperte accessorie come terrazzi o giardini, né alle parti comuni condominiali. Di norma, il pagamento spetta al proprietario, salvo che per contratti di locazione superiori a sei mesi, dove l’onere ricade sull’inquilino.

Il calcolo della Tari si compone di due voci: una tariffa fissa basata sui metri quadri dell’immobile e sul numero di occupanti, e una tariffa variabile che può essere correlata alla quantità di rifiuti effettivamente prodotti o, più frequentemente, a parametri medi stabiliti dal Comune. Alcune amministrazioni più virtuose adottano sistemi di tariffazione puntuale, che premiano chi differenzia meglio i rifiuti riducendo la parte variabile della tassa.

Le novità sulle soglie ISEE e il bonus Tari

Dal 1° gennaio 2026, ARERA ha aggiornato le soglie ISEE per l’accesso ai cosiddetti bonus sociali, includendo anche il bonus Tari, ovvero lo sconto applicato direttamente in bolletta per contribuire a sostenere le famiglie in difficoltà economica. La soglia ISEE per ottenere lo sconto è stata innalzata a 9.796 euro, mentre per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico resta fissata a 20.000 euro.

Il bonus Tari consiste in una riduzione del 25% sulla parte della bolletta relativa al servizio di raccolta e gestione dei rifiuti, esclusi quindi IVA e altri costi non legati al ciclo integrato dei rifiuti. Questo sconto viene applicato automaticamente ai contribuenti che soddisfano i requisiti economici o che percepiscono il reddito o la pensione di cittadinanza.

Tuttavia, poiché la Tari è un’imposta a saldo zero – il Comune non deve né guadagnare né perdere – la riduzione concessa deve essere compensata da una voce di spesa extra che viene distribuita su tutte le altre utenze. Ciò significa che anche chi non usufruisce del bonus Tari potrebbe vedere un aumento della bolletta per coprire gli sconti riconosciuti ad altri utenti.

Oltre al bonus Tari per disagio economico, i Comuni possono prevedere esenzioni o riduzioni per specifiche situazioni

Chi ha diritto a esenzioni e agevolazioni sulla Tari(www.agania.it)

Oltre al bonus Tari per disagio economico, i Comuni possono prevedere esenzioni o riduzioni per specifiche situazioni, fra cui:

  • abitazioni occupate da un unico residente;
  • immobili utilizzati per uso stagionale o discontinuo (come le case vacanza);
  • abitazioni di persone residenti all’estero per più di sei mesi;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo;
  • immobili non abitabili privi di utenze attive;
  • nuclei familiari che producono compostaggio domestico con la frazione umida.

Le riduzioni possono essere anche temporanee, ad esempio in caso di calamità naturali o problemi organizzativi nel servizio di raccolta, con sconti fino all’80% della Tari dovuta.

Modalità di pagamento e obblighi per i contribuenti

La Tari deve essere pagata al Comune in cui si trova l’immobile, solitamente in un’unica soluzione o in più rate. È fondamentale comunicare tempestivamente qualsiasi variazione nel numero degli occupanti o nello stato dell’immobile per evitare errori nel calcolo della tassa.

In caso di cambi di utenza o trasferimenti di residenza, l’eventuale bonus Tari non si perde ma viene erogato sotto forma di contributo una tantum tramite bonifico domiciliato intestato al beneficiario.

Se emergono pagamenti arretrati, il gestore può trattenere l’importo del bonus Tari per compensare il debito, ma solo dopo aver inviato un sollecito formale e dopo un periodo di attesa di almeno 40 giorni.

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